F.A.Q.

-Chi è il podologo?

Il podologo è un operatore sanitario che si occupa della prevenzione e cura di tutte le patologie podaliche non chirurgiche utilizzando metodiche incruente e sistemi di diagnosi della postura e del passo.

-Come si diventa podologo?

Occorre frequentare il corso universitario in Podologia della durata di tre anni in seguito al quale si è autorizzati ad esercitare.

-A quale età è consigliabile effettuare la prima valutazione podologica?

Ad esclusione delle patologie congenite non prima dei tre anni di età.

-L'alluce valgo è sempre da operare?

No, necessitano di trattamento chirurgico solo I casi dolorosi o non compensabili; in tutti gli altri è preferibile un trattamento consevativo attuabile attraverso plantari dinamici di compenso e calzature  adeguate. Tuttavia ciò non consente una correzione dell'anatomia del dito ma ne agevola la funzione.

-L'alluce valgo è ereditario?

Non direttamente salvo rarissimi casi; sono però ereditarie alcune caratteristiche strutturali predisponenti quali la lassità dei legamenti.

-Il piede piatto è sempre da operare?

No, necessitano di chirurgia solo I casi accompagnati da dolore, insufficienza funzionale e non compensabili con correzioni esterne.

-L'unghia incarnita è sempre da operare?

No, è quasi sempre possibile un trattamento rieducativo e correttivo non cruento.

-Il dito a martello è sempre da operare?

No, salvo I casi che presentano dolore ed insufficienza funzionale non riducibile attraverso tutori in silicone.

-Il piede può indurre dolori alla schiena.

Si ma anche a tutti gli altri segmenti ad esso superiori. Tuttavia può analogamente risentire degli effetti negativi eventualmente indotti da alterazioni in queste aree.

-La verruca è sempre da operare?

No, spesso è risolvibile utilizzando localmente prodotti cheratolitici con tempi di guariione analoghi al trattamento chirurgico.

-I calli sono da operare?

No, mai. I calli hanno un'origine meccanica causata da alterazioni funzionali o strutturali della parte, non hanno radici ma sono semplici prodotti cornei, esterni alla cute. Pertanto l'intervento asportativo, non variando l'anatomia della zona porterà quasi sicuramente ad una recidiva del callo.

-Il diabete può danneggiare il piede?

Si; il paziente diabetico è un soggetto estremamente a rischio alle estremità ed ai piedi in particolare e necessita di adeguato inquadramento per il grado di rischio e l'avvio del protocollo di prevenzione, indispensabile per ridurre I rischi futuri potenzialmente anche gravi.